Forse non tutti sanno che...

 

                                            Le lapidi delle inique sanzioni

 

 

 

 

 

 

 

 

Le lapidi "delle inique sanzioni" o "del 18 novembre" furono volute dopo la seduta del Gran Consiglio del fascismo del 16 novembre 1935 per denunciare l'anti italianità delle sanzioni economiche applicate dalla Società delle Nazioni dopo la conquista dell'Etiopia e furono poste sui municipi o nei luoghi pubblici più frequentati.
Per la loro realizzazione fu prescelto un comitato appositamente costituito dell'Opera Nazionale Balilla di Carrara che si attivò già dal 24 novembre 1935 scrivendo a tutti i podestà d'Italia, dichiarandosi disposta a fornire le targhe (di cui si allegava scheda, costi e dati tecnici).
Con lettera del 20 dicembre 1935 (33° giorno dell'"assedio economico") il predetto comitato sospendeva le targhe in attesa di disposizioni del Ministero dell'Interno circa il contenuto sanzionistico (in un primo tempo libero) da adottarsi in modo univoco.
Il testo adottato, ripreso dal discorso del Gran Consiglio, è il seguente: "18 NOVEMBRE 1935 XIV / A RICORDO DELL'ASSEDIO PERCHÉ RESTI DOCUMENTATA NEI SECOLI L'ENORME INGIUSTIZIA CONSUMATA CONTRO L'ITALIA ALLA QUALE TANTO DEVE LA CIVILTÀ DI TUTTI I CONTINENTI".
Alla caduta del Regime furono nella gran parte dei casi rimosse o, come si può vedere da quelle rimaste, riadattate nel testo e private dei fasci littori che ne decoravano i lati.

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San Felice del Benaco

Lapide "delle inique sanzioni" o "del 18 novembre" sulla vecchia sede del municipio di San Felice del Benaco in provincia di Brescia. Se si osserva con attenzione si possono notare i fasci littori scalpellati alle estremità interne inferiori. Data dello scatto: giugno 2012.